ESORCISMO ALLO SPECCHIO

Un prete esorcista, davanti a una persona posseduta, fa la sua benedizione e scaccia il demonio:

"ESCI DA QUESTO CORPO, DEMONIO!!!"

Per ben 3 volte ripete la formula, finchè, alla fine, il demonio esce...non dalla vittima, ma...dal Prete Esorcista!... e fugge via, libero e gioioso!

(dal vero)

ORIENTAMENTI IN CHIESA

Qualche volta in chiesa non si coglie sempre l'orientamento...

Un ragazzo mi chiede di fare il chierichetto; la sua famiglia non è tanto di chiesa, però lui ha un buon desiderio, quindi gli faccio le prove prima della celebrazione: come usare le ampolline, quando suonare il campanello, altre cose da fare... e sembra tutto a posto.

Ma, appena usciti davanti all'altare, mentre io faccio la genuflessione verso il tabernacolo, vedo che lui fa la genuflessione al contrario: verso i fedeli.  Mi ero dimenticato di dirgli la cosa più importante...

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Una signora è in ginocchio in chiesa e sta pregando. Io entro e vedo lei e accovacciato accanto il suo cane, silenzioso e fermo. E la signora mi fa notare che non disturba, e mi dice: "Vede il mio cane, sembra proprio che stia anche lui in preghiera !".  Le rispondo: "Il suo cane signora è molto quieto e può stare qui con lei, ma guardi che lui è rivolto non al tabernacolo, ma alla porta dell'uscita !".

UN REGALO FRAINTESO

Dopo aver imparato a suonare il clarinetto, pensai di far cosa buona e giusta offrirlo in regalo al parroco, che in quel paese aveva avuto la bella idea di costituire per la prima volta una banda musicale.

Per cui, ritenendo di far cosa buona il non esibire di essere io a portare il dono, nella valigetta del clarinetto misi un biglietto con uno scritto: un anonimo pro erigenda banda parrocchiale.  E posando il dono davanti alla casa parrocchiale, suonai il campanello e poi me ne andai via.

Il parroco, aperto l'uscio, vedendo quella valigetta per terra e non notando alcuno lì attorno, si impaurì,  pensando di essere stato preso di mira per un attentato, e pensò istintivamente a una bomba. Chiamò subito i suoi stretti collaboratori, e quelli le forze dell'ordine, che allertarono gli artificieri, i quali, dopo aver sigillato la zona, intervennero con mezzi adeguati per aprire il "mortal" plico... e trovare quello strumento che certo non era un gran che di pericoloso.

Al mio arrivo molto più tardi, il racconto fattomi dal parroco: ma lo sai cosa è successo oggi?...

E io feci la parte del confratello dapprima ignorante della situazione che si era creata, e poi preoccupato per ciò che poteva essere stato un possibile attentato, a causa di un parroco frastornato da un clarinetto non ancora suonato, in realtà unico elemento stonato in quella situazione.

REGOLE MONASTICHE

Durante gli Esercizi Spirituali, l'anziano superiore controlla che i suoi giovani sacerdoti rispettino il silenzio, passeggiando su e giù per i corridoi.

Appese lungo le pareti dei corridoi, a ricordo e memoria, sono appese le stampe che ritraggono monasteri e abbazie del passato, foto in bianco e nero, appese tutte in fila ordinata.

"Monsignore - richiamo io al superiore - venga a vedere! Qui sotto la foto c'è anche la regola di questi monaci!" e indico a lui la stampa appesa davanti a me.

"Dove? Dove?..." e si avvicina alla foto per leggere meglio, indossando gli occhiali.

"Qui sotto! Legga, legga!"

E lui, leggendo a voce chiara, ripete la scritta: "Riproduzione vietata"!.

EUCARESTIA TRAUMATICA

Tutto successe per il senso del non spreco di energia...

Mattino presto di una domenica qualunque...

Scendo ad aprire la chiesa, e come prima cosa porto la chiave nel tabernacolo, senza accendere le luci, certo di poter distinguere come sempre il solito percorso.

Ma quando poi mi giro e scendo il gradino intravedo, vedo, e non vedo, e nell'oscurità finisco dritto in terra, rovesciando col mio corpo il grosso vaso di fiori davanti al tabernacolo.  Con la testa mi schianto contro il muro, e mentre mi attorciglio su me stesso sento un "crak"...  Penso sia la testa che mi si è rotta, invece è la mano sinistra, che sotto il mio peso si è fratturata in pezzi.

Tutto questo per non aver acceso le luci, per risparmiare sulla bolletta della parrocchia, quando forse il Signore dal suo tabernacolo avrebbe detto: accendi 'ste luci quando occorrono, perchè altrimenti vedrai solo le stelle! Guardo a quel tabernacolo che sarà d'ora in poi memoria del tabernoccolo, e accondiscendo, col senno di poi.

Fra l'altro, adesso che ci penso, curando la mano non ho poi fatto nessuna radiografia alla testa, che fu anch'essa schiantata contro il muro... E forse è per questo che faccio un po' fatica a essere normale..

PRET'ARMATO

Un giorno il mio amico vigile mi invitò al Poligono, a sparare al suo posto, in quanto lui quel giorno non aveva voglia di fare il suo aggiornamento.

Ci andai volentieri, essendo per me cosa nuova e da scoprire, e ricevetti le lodi del supervisore: "Voi preti pensate sempre che le armi siano solo per uccidere, per il male; invece, sono per un autocontrollo di sè, e per avere capacità di mirare a un obiettivo, quindi sono un esercizio della personalità. Quindi, lei è il benvenuto qua. Inizi a sparare con questa Beretta, poi lo farà con la Magnum". E così feci: 140 colpi, con il risultato discreto di riuscire a colpire il centro.

La sera, alla messa prefestiva, esordii lodando quella mia avventura, ma penso proprio che i miei fedeli non abbiano nè accolto nè compreso quella che per me era stata una bella, anzi stupenda esperienza.

SOUVENIR DI PADRE PIO

 Mi si avvicina un parrocchiano e mi dice che andrà da Padre Pio in pellegrinaggio, e oltre ad assicurare la sua preghiera e il ricordo per me, mi promette di portarmi un souvenir di quelle parti.

Io, con fare un po' tra l'arrabbiato e l'ironico, gli dico di non portarmi assolutamente ricordi religiosi, che di rosari e immaginette e medagliette ne ho piene le scatole...

Devo essere stato talmente convincente, che al suo ritorno mi si avvicina, assicurandomi di avermi portato non cosa sacra, ma profana dal luoghi di Padre Pio. Ed estrae dalla borsa una salciccia sottovuoto, piccante, proveniente da quei luoghi.

L'ho ringraziato personalmente, e poi pubblicamente nella mia omelia della sera, facendo notare alla gente che a Padre Pio era gradito non solo il ricordo spirituale, ma anche umano nell'incontro con lui.

Grazie a Padre Pio, ho gustato un buon risottino con salciccia piccante, proprio come le parole del santo, che immagino mi abbia anche augurato il buon appetito per gustare di lui non solo il sentire, ma anche il gustare.