ORIENTAMENTI IN CHIESA

Qualche volta in chiesa non si coglie sempre l'orientamento...

Un ragazzo mi chiede di fare il chierichetto; la sua famiglia non è tanto di chiesa, però lui ha un buon desiderio, quindi gli faccio le prove prima della celebrazione: come usare le ampolline, quando suonare il campanello, altre cose da fare... e sembra tutto a posto.

Ma, appena usciti davanti all'altare, mentre io faccio la genuflessione verso il tabernacolo, vedo che lui fa la genuflessione al contrario: verso i fedeli.  Mi ero dimenticato di dirgli la cosa più importante...

                             """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""

Una signora è in ginocchio in chiesa e sta pregando. Io entro e vedo lei e accovacciato accanto il suo cane, silenzioso e fermo. E la signora mi fa notare che non disturba, e mi dice: "Vede il mio cane, sembra proprio che stia anche lui in preghiera !".  Le rispondo: "Il suo cane signora è molto quieto e può stare qui con lei, ma guardi che lui è rivolto non al tabernacolo, ma alla porta dell'uscita !".

UN REGALO FRAINTESO

Dopo aver imparato a suonare il clarinetto, pensai di far cosa buona e giusta offrirlo in regalo al parroco, che in quel paese aveva avuto la bella idea di costituire per la prima volta una banda musicale.

Per cui, ritenendo di far cosa buona il non esibire di essere io a portare il dono, nella valigetta del clarinetto misi un biglietto con uno scritto: un anonimo pro erigenda banda parrocchiale.  E posando il dono davanti alla casa parrocchiale, suonai il campanello e poi me ne andai via.

Il parroco, aperto l'uscio, vedendo quella valigetta per terra e non notando alcuno lì attorno, si impaurì,  pensando di essere stato preso di mira per un attentato, e pensò istintivamente a una bomba. Chiamò subito i suoi stretti collaboratori, e quelli le forze dell'ordine, che allertarono gli artificieri, i quali, dopo aver sigillato la zona, intervennero con mezzi adeguati per aprire il "mortal" plico... e trovare quello strumento che certo non era un gran che di pericoloso.

Al mio arrivo molto più tardi, il racconto fattomi dal parroco: ma lo sai cosa è successo oggi?...

E io feci la parte del confratello dapprima ignorante della situazione che si era creata, e poi preoccupato per ciò che poteva essere stato un possibile attentato, a causa di un parroco frastornato da un clarinetto non ancora suonato, in realtà unico elemento stonato in quella situazione.

REGOLE MONASTICHE

Durante gli Esercizi Spirituali, l'anziano superiore controlla che i suoi giovani sacerdoti rispettino il silenzio, passeggiando su e giù per i corridoi.

Appese lungo le pareti dei corridoi, a ricordo e memoria, sono appese le stampe che ritraggono monasteri e abbazie del passato, foto in bianco e nero, appese tutte in fila ordinata.

"Monsignore - richiamo io al superiore - venga a vedere! Qui sotto la foto c'è anche la regola di questi monaci!" e indico a lui la stampa appesa davanti a me.

"Dove? Dove?..." e si avvicina alla foto per leggere meglio, indossando gli occhiali.

"Qui sotto! Legga, legga!"

E lui, leggendo a voce chiara, ripete la scritta: "Riproduzione vietata"!.

EUCARESTIA TRAUMATICA

Tutto successe per il senso del non spreco di energia...

Mattino presto di una domenica qualunque...

Scendo ad aprire la chiesa, e come prima cosa porto la chiave nel tabernacolo, senza accendere le luci, certo di poter distinguere come sempre il solito percorso.

Ma quando poi mi giro e scendo il gradino intravedo, vedo, e non vedo, e nell'oscurità finisco dritto in terra, rovesciando col mio corpo il grosso vaso di fiori davanti al tabernacolo.  Con la testa mi schianto contro il muro, e mentre mi attorciglio su me stesso sento un "crak"...  Penso sia la testa che mi si è rotta, invece è la mano sinistra, che sotto il mio peso si è fratturata in pezzi.

Tutto questo per non aver acceso le luci, per risparmiare sulla bolletta della parrocchia, quando forse il Signore dal suo tabernacolo avrebbe detto: accendi 'ste luci quando occorrono, perchè altrimenti vedrai solo le stelle! Guardo a quel tabernacolo che sarà d'ora in poi memoria del tabernoccolo, e accondiscendo, col senno di poi.

Fra l'altro, adesso che ci penso, curando la mano non ho poi fatto nessuna radiografia alla testa, che fu anch'essa schiantata contro il muro... E forse è per questo che faccio un po' fatica a essere normale..

PRET'ARMATO

Un giorno il mio amico vigile mi invitò al Poligono, a sparare al suo posto, in quanto lui quel giorno non aveva voglia di fare il suo aggiornamento.

Ci andai volentieri, essendo per me cosa nuova e da scoprire, e ricevetti le lodi del supervisore: "Voi preti pensate sempre che le armi siano solo per uccidere, per il male; invece, sono per un autocontrollo di sè, e per avere capacità di mirare a un obiettivo, quindi sono un esercizio della personalità. Quindi, lei è il benvenuto qua. Inizi a sparare con questa Beretta, poi lo farà con la Magnum". E così feci: 140 colpi, con il risultato discreto di riuscire a colpire il centro.

La sera, alla messa prefestiva, esordii lodando quella mia avventura, ma penso proprio che i miei fedeli non abbiano nè accolto nè compreso quella che per me era stata una bella, anzi stupenda esperienza.

SOUVENIR DI PADRE PIO

 Mi si avvicina un parrocchiano e mi dice che andrà da Padre Pio in pellegrinaggio, e oltre ad assicurare la sua preghiera e il ricordo per me, mi promette di portarmi un souvenir di quelle parti.

Io, con fare un po' tra l'arrabbiato e l'ironico, gli dico di non portarmi assolutamente ricordi religiosi, che di rosari e immaginette e medagliette ne ho piene le scatole...

Devo essere stato talmente convincente, che al suo ritorno mi si avvicina, assicurandomi di avermi portato non cosa sacra, ma profana dal luoghi di Padre Pio. Ed estrae dalla borsa una salciccia sottovuoto, piccante, proveniente da quei luoghi.

L'ho ringraziato personalmente, e poi pubblicamente nella mia omelia della sera, facendo notare alla gente che a Padre Pio era gradito non solo il ricordo spirituale, ma anche umano nell'incontro con lui.

Grazie a Padre Pio, ho gustato un buon risottino con salciccia piccante, proprio come le parole del santo, che immagino mi abbia anche augurato il buon appetito per gustare di lui non solo il sentire, ma anche il gustare.

NON PIANGERE SUL VINO VERSATO

Una gentil signora mi aveva appena fatto dono di uno prezioso spumante, una bottiglia che già pensavo di poter gustare la domenica.

Nel procedere alle visite degli ammalati, mentre salgo i gradini di una casa vicina, mi inciampo e... CRAK, la bottiglia va in frantumi, mentre io mi metto le mani tra i (pochi) capelli; nel frattempo la signora alla quale ho citofonato, esce sulla soglia, e vedendomi mentre mi sto pian piano rialzando e riassettando, mi grida: "Si è fatto male?...".  "No, no! La bottiglia ! La bottiglia...si è rotta !". 

La sera, alla messa prefestiva, nell'omelia, esordisco con questa mia disavventura... e poi continuo la predica.

Il Sabato seguente, ecco che prima della celebrazione entra in sacrestia una signora con un sacchetto, nel quale dice di aver messo una bottiglia di spumante, avendo sentito della mia disavventura.

Ecco, finalmente, una predica che ha portato frutto...di vino!

TIPO DI DOMENICA

 Una signora, un po' soprappensiero, avvicinandosi la Pasqua, mi si rivolge:

"Lo sa, don Luciano, che io compio gli anni proprio la Domenica delle Ovaie?"...

"Delle Ovaie?!..." ribatto io.

Accorgendosi della gaffe, riprende: "Ah, no...volevo dire DELLE OLIVE!"...

"Delle olive ha detto?!"...correggo ancora io.

"Quella lì, insomma, dove si agitano i rami...mi ha capito?..."

"La Domenica delle Palme?"

"Ecco, sì, proprio quella!"

DON LUCY

 Appena giunto in parrocchia, ecco che uno dei primi giorni incontro per caso dei ragazzi seduti sul muretto, e li saluto, e mi presento: 

"Ciao, ragazzi, io sono il prete appena arrivato...mi chiamo don Luciano..."

"Possiamo chiamarla don Lucy?" mi dice sorridente uno di loro.

"Certo...sì, sì...importante che non mi chiamiate con l'altro abbreviativo!..."

Sono trascorsi alcuni anni, i ragazzi sono ormai quasi trentenni, ma alcuni di loro, appena mi vedono anche da lontano, mi chiamano e salutano gridando: " Don Ano!..."

ATTO DI DOLORE

 "Bene, adesso che ha confessato i suoi peccati, dica l'atto di dolore"

"O Gesù d'amore acceso quanti soldi ho mai speso per sposare questa donna che non vale una madonna..."

"...Alt, alt! Ma non è proprio così l'Atto di Dolore..."

"Oh, mi scusi, mi sono confuso con quello che diciamo ogni tanto al bar"

"Beh, ora dica quello giusto"

"...?...hem!...?..."

"Va beh, va beh, facciamo valere quello del bar..."

PREDICA LUNGA O CORTA?...

 "Don Luciano, la sua predica è stata fin troppo corta!" 

dice una nobil signora altezzosa e sprezzante il curato come mal predicatore. 

"Oh, mi scusi, signora...a lei piace la predica un po' più lunga?"

"Certo!..." risponde lei con atteggiamento di autorevolezza.

"Allora, quando lei accorcerà la sua lingua, io allungherò la mia predica!". 

GIA' BLOCCATO DALLA FUGA

Tempo fa, anni e anni, il parroco Don Andrea era uno di quelli che aveva come hobby il gioco delle carte... Ma non solo con quelle carte giocava con gli amici in clandestina stanza di uno di loro, ma anche con le carte delle banconote, e di azzardo elevato si poteva parlare, con tutte le conseguenze del caso...

Ed essendoci stata in quella buia serata una soffiata alle forze dell'ordine, eccolo con gli amici braccato e circondato e chiamato con gli altri complici ad arrendersi... Ma uno qua, uno là, lo si sa, tutti gli amici scappano e cercano rifugio... E anche lui, istintivamente, esce dalla finestra del piano terra della casa, e nel buio brancola fuggitivo alla ricerca di un luogo sicuro... Ed ecco apparire la sagoma di un'automobile ferma davanti a lui... E la portiera è aperta!... Mi siedo dentro e farò finta che sia la mia auto! - pensò come tattica di difesa. E così disse al carabiniere che lo aveva colto lì, puntandogli la luce della pila in faccia: "Sto andando a casa mia, e mi ero fermato qui un momento!"... Ma non si era ancora accorto che si era intrufolato nell'auto da riparare di una carrozzeria, e per giunta quell'auto era sorretta non da quattro ruote, che erano state tolte, a svantaggio - per lui - delle quattro prisme di cemento, che attestavano la sicurezza della prova contro di lui, e anche la sua bugia.

DIO & DENARO...

Adele era un'anziana fedele, fedele sì, ma di quelle toste, che quando si fissava una cosa l'avrebbe alla fin fine raggiunta, in qualsiasi modo.

Era solita, quando il sacerdote passava accanto al suo banco della chiesa per andare in sacrestia a prepararsi alla Messa, mettergli in mano una moneta per il caffè... Era un bel gesto, lei sorrideva ogni volta che lo faceva...e anche il prete grato ricambiava col sorriso.

Ma un giorno che andavo di fretta in sacrestia, lei non riuscendo a infilarmi in mano la moneta, un po' stizzita, pensa e ripensa durante la messa, ecco che venendo a far la comunione che fa? Quando le sto offrendo la particola, fulmineamente getta la sua moneta nella pisside, e con un sorriso di stizza vittoriosa riceve il corpo di Cristo: "Amen!".

C'è voluto qualche minuto al tabernacolo a scovare tra le particole la moneta sprofondata...mentre la gente che non aveva visto il gesto, stava pensando: ma che bravo quel prete lì, che si sofferma a ringraziare per un po' il suo Signore al tabernacolo!

Non tutto il denaro nel servire Dio viene per nuocere...

GESU' SCENDE NEL TUO...CUORE?

Don Mario sta comunicando la fila dei fedeli...

Teniamo conto che se adesso la comunione la si riceve non solo per bocca, ma anche sulle mani, e distribuita anche da ministri laici, allora era SOLO per bocca e SOLO il prete poteva prendere in mano la particola, in ogni caso.

Davanti a lui ecco apparire una signora ben evidenziata in tutti i sensi, che ponendosi di fronte si prepara a ricevere... "Il Corpo di Cristo!" dice il sacerdote. E la signora attillata: "Amen!" risponde decisa.  Ma ecco che la particola scivola dalla bocca della donna e finisce più giù, fin giù, giù nella scollatura... La donna istintivamente raccoglie le mani sul petto per salvare...il Cristo bloccato lì, a quell'altezza. Poi fissando il sacerdote: "La prenda lei...".  E Don Mario, tra lo stizzito e il preoccupato: "No, signora, la prenda lei!". 

La situazione andò avanti un po', tra la richiesta di lei e quella di lui, ma sembra che tutto sia stato risolto secondo il meglio, trovando un'eccezione alla ferrea regola, e lasciando che la signora estraesse dal suo seno quel povero Cristo che, prima di finirle in bocca, trasse un sospiro di sollievo, accompagnando quello dell'arrossato volto di Don Mario.

PROBLEMI DI RETE...

Don Vittorio, durante la meditazione personale, mentre passeggia su e giù per il corridoio pizzicando un poco di aglio crudo e sgranando un pezzo di taleggio preso dalla tasca della veste, ecco che mi vede parlare a un grosso apparecchio telefonico...

Io allora ero un po' addetto al centralino della casa di ritiri, e quello che tenevo in mano era uno dei primi telefoni senza fili, e nessuno ancora si sognava il cellulare...

Occorre premette che lui aveva in casa parrocchiale un telefono senza fili, uno normale... ma aveva il problema di raggiungere l'Oratorio, al di là della strada, con quel telefono che probabilmente non rendeva abbastanza...

Sta di fatto che mi si avvicina e mi chiede: "Tè...do et troàt chel topless lè?...". Lo interrompo subito: "Don Vittorio!...Non topless...cordless!"... Ma lui continuando: "No...perchè ol me...al ma tira mia!"....

(Dove hai trovato quel cordless? Perchè il mio non prende bene la distanza!... Ecco cosa mi stava dicendo in verità)

PRET AL BAR

In mattinata e in compagnia, ecco alcuni preti dalla Curia venir via e finire alla fin fine, dove, se non ci fosse tra Curia e Chiesa la pausa del Bar?

Al banco stando in piedi, per mostrar di aver fretta di andare a lavorar, ognuno ordina: chi caffè, chi una bevanda, chi un cappuccino...

Un prete un po' più anziano e quel momento sopra pensiero, alla richiesta del barista, avendo in mente di chiedere per sè la bevanda Schweppes ma non ricordandosene in quel momento il nome, nell'impellenza di dover dare la richiesta, ecco che così si rivolge al barista:

"...Per me faccia...uno striptease!..."